Lucy in the sky!

Passo dopo passo, in 3A andiamo avanti con il programma di Storia che si fa sempre più coinvolgente. Dopo aver superato – ma non del tutto – il periodo dell’impazzimento per i dinosauri, maestra Tiziana ci ha condotto verso il passaggio dalla scimmia all’uomo. “Secondo voi come mai l’uomo non è così peloso come la scimmia?”. Melissa ci ha pensato un attimo e la risposta è arrivata come se fosse un’ovvietà: “Perché adesso anche gli uomini vanno dall’estetista!”.
Non è stato semplice smettere di ridere per proseguire con il racconto sulla nascita dei primi uomini. E delle prime donne, come ci teniamo a precisare. Sembra banale, ma è necessario specificarlo perché qualche bambino è sobbalzato dalla sedia, quando ha sentito parlare di un australopiteco donna. “Ma come?! Non erano solo uomini?” chiede un maschietto. “Sì, certo, e secondo te chi li ha partoriti gli altri australopitechi, un maschio?”, ha ribattuto una compagna. È sempre bello lasciare che a rispondere ai quesiti, anche quelli più strampalati, siano gli stessi bambini: chi meglio di loro trova le parole giuste per spiegare una cosa che a noi adulti sembra così scontata?


Capannoli, centro di documentazione archeologica, ricostruzione di Lucy

Appurato che gli ominidi erano sia maschi che femmine, raccontiamo la storia di Lucy. I bambini la prendono subito in simpatia e ancor di più quando sveliamo che c’è una canzone di un gruppo famosissimo che in qualche modo parla di lei.
Solo tre di loro conoscono i Beatles, qualcuno li ha sentiti nominare, la maggior parte dei bambini non sa chi siano. Penso che adesso mi diranno che sono antica e chiederanno di sentire Soldi di Mahmood. Invece spalancano le orecchie e ascoltano con attenzione il brano che propongo loro: Lucy in the sky with diamonds. Qualcuno oscilla la testolina, qualcun altro – Adele, la nostra futura batterista – percuote delicatamente il banco con le dita, tutti si fanno trascinare dalla musica. Ci soffermiamo innanzitutto sul titolo e uno di loro dice che sarebbe bellissimo se piovessero davvero diamanti dal cielo. Quando spiego che si tratta di una canzone d’amore, le bambine la vogliono risentire. La ascoltiamo di nuovo, e i batteristi aumentano notevolmente. All’improvviso si spalanca la porta e, come nei migliori film, entra la collaboratrice mimando un assolo di chitarra da far tremare i polsi al buon Paul McCartney! La lezione di Storia si trasforma immediatamente in un live dei Beatles e bambini e maestre delle altre classi fanno capolino nella nostra aula per capire cosa stia succedendo.      
I bambini vogliono vedere le facce di chi ha scritto Lucy in the sky with diamonds, il brano che gli archeologi stavano ascoltando durante il ritrovamento dello scheletro del primo australopiteco che è stato ribattezzato proprio come l’omonima canzone.

Ecco il libro!

Inizia così la nostra passeggiata alla scoperta dei Beatles e ci facciamo accompagnare dal libro I Beatles: i Favolosi Quattro di Pierdomenico Baccalario (Edizioni El).
Jana ci svela subito che Beatles vuol dire “Scarafaggi”, facendo inorridire mezza classe.
Ci soffermiamo sul doppio significato di “Beat” e “Beatles” e facciamo un sondaggio sui generi musicali che conoscono: non può mancare il trap, tanto amato dai bambini (posso aggiungere “Ahinoi”?) ma è presente anche il jazz, che il buon Ciro ascolta con piacere.
Poi iniziamo a leggere la storia di questi quattro simpatici scarafaggi inglesi che hanno dato l’avvio alla loro carriera suonando in un locale, ma durante le esibizioni si fermavano e si mettevano a chiacchierare tra loro, oppure davano le spalle al pubblico. Dei pasticcioni, insomma. Però un giorno in un negozio di musica iniziò un viavai di ragazze che cercavano il disco di questi fantomatici Beatles.
Qua ci fermiamo un attimo: “Sapete cosa è un disco e come si ascolta?” Abbozzo alla lavagna un giradischi che è un incrocio tra una lavastoviglie e uno scaldabagno e provo a spiegarne il funzionamento: mi faccio strappare la promessa di portare il mio giradischi in classe, insieme a qualche 45 giri su cui poter ballare.      Ma torniamo alla storia: il viavai di clienti che cercano il disco dei Beatles continua e il negoziante di musica non sa cosa rispondere loro, perché non esiste nessun disco dei Beatles! Allora si reca nel locale in cui il gruppo suona, The Cavern (“Come quella degli australopitechi, mae’!”) e convince i musicisti a incidere un disco.


Dopo l’uscita del loro primo album, esplode la Beatlesmania: la gente di tutto il mondo impazzisce per i Beatles, i ragazzini si tagliano i capelli a scodella come loro (“A scodella di latte, mae’?”) e i quattro musicisti non possono più camminare per strada senza essere travolti e inseguiti dai fans. “Che stress, mae’”dice qualcuno e Javier suggerisce: “Potevano smettere di fare concerti!”. E infatti così fecero, i quattro magnifici scarafaggi di Liverpool: smisero di fare concerti. Ma poi furono convinti dal loro manager a farne uno, l’ultimo, in un luogo insolito in cui nessuno poteva inseguirli o urlare per tutto il tempo facendoli stonare o distrarsi. Dove? Sul tetto di un palazzo altissimo.
L’idea è piaciuta tanto ai bambini e hanno voluto vedere le immagini: abbiamo così conosciuto il brano Don’t let me down, con tanto di live dal tetto.

Io adoro i Beatles, penso si sia capito, ma vedere i bambini ballare sulle note delle loro canzoni mi ha davvero stupito in positivo ed emozionato. Ovviamente abbiamo conosciuto i quattro musicisti uno per uno, imparando i nomi e gli strumenti che suonavano. Ascoltando i pezzi successivi Let it be, Hey Jude, All you need is love abbiamo prestato attenzione agli strumenti utilizzati. Yellow submarine, come previsto, è stato un trionfo e ci siamo ripromessi di vedere l’omonimo film, ma il bello doveva ancora arrivare: “Vi piacerebbe imparare una canzone dei Beatles?”.
La risposta, urlata all’unanimità, è stata ovviamente “Sì!”, perciò presto vi diremo quale canzone abbiamo scelto e con quale altra attività l’abbiamo introdotta.

Dal sottomarino giallo di San Donato e dalla maestra Silvia, è tutto.

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