Una zuppa di sasso

Poco tempo fa, mentre aiutavo la piccola G. a sistemare la biblioteca della classe (ogni classe dovrebbe averne una!), ho trovato un albo illustrato che amo molto, in un’edizione che si può considerare ormai rara. Si tratta di “Una zuppa di sasso” di Anaïs Vaugelade.

In una fredda notte d’inverno un vecchio lupo si avvicina ad un villaggio in cui vivono altri animali molto diversi da lui.
La prima casa che incontra è quella della gallina: il lupo bussa alla sua porta e si presenta: “Sono il lupo”. La gallina si spaventa – d’altronde il lupo fa paura a tutti! – ma il lupo cerca di tranquillizzarla dicendole che ormai è vecchio e non ha più denti, ha solo voglia di riscaldarsi un po’ e cucinare la sua zuppa di sasso. La gallina inizialmente è indecisa, ma allo stesso tempo è curiosa di vedere un vero lupo e in più, vorrebbe tanto assaggiare una zuppa di sasso. Allora apre la porta. Il lupo le chiede da subito una pentola, e la gallina si spaventa di nuovo, pensando di finirci dentro come pietanza. Il lupo la rassicura e le descrive nel dettaglio la ricetta per la sua zuppa di sasso.

Il porcello, vicino di casa della gallina, ha visto il lupo entrare nella sua casa e, preoccupato per l’amica pennuta, va a bussare. Quando entra in casa, trova la gallina e il lupo impegnati con la loro zuppa: il porcello propone di aggiungere delle zucchine e corre a prenderle a casa sua.

L’oca e il cavallo, come il porcello, hanno visto il lupo entrare a casa della gallina. Preoccupati, anche loro vanno a bussare alla porta. La gallina li fa entrare e spiega loro la ricetta della zuppa di sasso: l’oca propone di aggiungere i porri e corre a casa insieme al cavallo a prendere l’ingrediente mancante.
Anche la pecora, la capra e il cane sono preoccupati perché hanno visto il lupo che entrava nella casa della gallina. Giunti davanti alla porta, la trovano spalancata e chiedono spiegazioni alla padrona di casa. La gallina li invita ad entrare, dopodiché ognuno di loro corre a casa a prendere una verdura diversa da aggiungere alla zuppa.

Con tutti gli ingredienti dentro il pentolone, gli animali si siedono in cerchio accanto al camino a ridere e scherzare. Quando la zuppa è pronta, il lupo la serve nei piatti e gli altri animali scherzano sulla paura che avevano prima di conoscere il lupo di persona: il porcello dice che temeva un bel brodo di gallina e l’oca chiede al lupo di raccontare qualche terribile storia che lo vede protagonista, per conoscere il suo punto di vista.
Alla fine della cena, quando gli animali sono ancora seduti a tavola a ridere e bere, il lupo tira fuori un gran coltellaccio e… zac! Infilza il sasso. “Non è ancora cotto”, dice, “Se permettete lo riporto a casa per la cena di domani”.
Gli animali sono dispiaciuti perché il lupo va già via, proprio mentre si stavano divertendo insieme all’animale che più avevano temuto nella loro vita. Il lupo però lascia i suoi nuovi amici che sperano in un suo ritorno. La bestia più temuta del villaggio ripone il sasso nella sua bisaccia e va a bussare ad altre infinite porte per cancellare i pregiudizi sul suo conto.

Questo è un bellissimo libro contro i pregiudizi e sull’accoglienza, da regalare ai bambini ma soprattutto agli adulti.

Da maestra Silvia e dal villaggio di San Donato, è tutto.

Una zuppa di sasso
Anaïs Vaugelade
Babalibri Editore

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