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Una scuola di ricordi…

Sono le 6.05, di giovedì 5 marzo …

la sveglia suona come ogni mattina, oggi non è un giovedì come tutti gli altri, non devo preparami di tutta fretta per andare a lavoro e non devo neanche svegliare i miei ragazzi per andare a scuola … oggi si sta a casa …  a partire da quest’oggi, è stata predisposta la sospensione delle attività didattiche. Sicuramente mi aspettano giornate da reinventare, da riorganizzare, da rivedere … immersa tra le faccende della quotidianità e il pensiero e la speranza di ritornare presto al mio lavoro.

Proprio in questi momenti mi rendo conto di quanto le mie “solite” giornate non siano poi tanto scontate, ma soprattutto di quanto sia difficile immaginare giorni senza scuola. Da bambina, quante storie e quante scuse per convincere mia madre a non mandarmi a scuola, capitava anche che per uno strano ma più furbo motivo, un termometro registrasse un febbrone da cavallo senza alcuna influenza … per non parlare della paura che mi assaliva quando tirava aria di verifiche o di interrogazioni!  Ricordo i miei compagni, qualcuno lo rivedo ancora, altri li ho persi di vista ma non dimentico i momenti trascorsi insieme a ridere e a confidarci i segreti più nascosti dei primi amori, delle prime preoccupazioni e delle gioie appena condivise. 

E poi arrivava il periodo delle gite scolastiche, i primi passi in assoluta autonomia, con il panino con la cotoletta che mamma aveva cura di preparami la mattina della partenza e che assaporavo con gusto in un indimenticabile pranzo al sacco, sdraiata in un grande prato  ad ammirare, con le mie amiche, l’immensità del cielo.

I professori me li ricordo tutti,  come potrei dimenticare il caro maestro della scuola elementare che si commuoveva, sulle note del “Piave” e del “Va pensiero” e l’insegnate di musica della scuola media che con tenacia e pazienza, si impegnava fortemente per insegnarci a suonare il flauto per il saggio di fine anno. Ma l’insegnante di italiano dei tempi delle magistrali che si emozionava nel leggere i passi della Divina Commedia” o del “Cinque Maggio”… è sicuramente qualcosa di speciale. Un modo assolutamente unico per trasmetterci una passione e un amore verso la letteratura e gli autori di un tempo ormai lontano. 

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E ora non posso non provare  orgoglio nei confronti di quei piccoli e grandi alunni che vivo  da quando iniziano a muovere i primi passi nel mondo della scrittura e della lettura e saluto dopo cinque anni trascorsi insieme,  per affidarli alla vita futura che li attende.

La scuola è tutto questo e altro ancora, è inclusione, è condivisione di esperienze e di momenti unici, è imparare e sbagliare,  è stupore e meraviglia, è un tempo importantissimo che non si dimentica perchè i giorni trascorsi tra i banchi di scuola non sono solo quelli della nostra fanciullezza, sono quelli delle continue emozioni e delle soddisfazioni, dell’amicizia e del rispetto, dei ricordi racchiusi dentro al petto, da conservare gelosamente nel nostro cuore.

da Bancali maestra Manuela

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