In piedi! Entra la Corte

Siamo qui per raccontarvi l’emozionante esperienza vissuta dagli alunni delle classi terze della Scuola Media del nostro Istituto. Con grande entusiasmo abbiamo infatti accolto, per il secondo anno,  la proposta progettuale del Gruppo Giuridico Norberto Bobbio

Dal caso giudiziario alle regole attraverso la simulazione di processi”.

Nella prima fase di lavoro gli alunni della 3a A, B e C hanno steso una vicenda che aveva come tema conduttore il cyberbullismo. Con dovizia di particolari hanno inventato una storia aiutati dalla fantasia, dalle vicende di cronaca e da storie presunte o reali delle quali sono venuti a conoscenza.

Nella seconda fase sono stati individuati i ruoli da assegnare, cosa non facile perché il processo è simulato, ma le emozioni dei giovani ragazzi di terza media sono reali. Hanno individuato vittima, bulli, giudici, avvocati, pubblico ministero e testimoni.

Tutto è pronto per la terza fase: lo scuolabus ci aspetta, partenza verso il Tribunale dei Minori.

Il presidente del Tribunale dei Minori di Sassari, dottor Antonio Minisola, assieme al P.M. Dott.ssa Luisella Paola Fenu e all’avvocato dott.ssa Lucia Licheri accolgono i ragazzi nell’aula del tribunale. Spiegano loro l’iter giudiziario che si segue quando un minore viene colto in flagranza di reato o viene denunciato. Illustrano le differenti fasi  processuali e il compito che dovranno affrontare.

I ragazzi ascoltano con attenzione.

Un respiro profondo… si inizia.

Ecco i protagonisti:

Dopo aver sentito la vittima e gli accusati, si passa all’interrogatorio dei testimoni.  Nella nostra storia, e purtroppo troppo spesso anche nella realtà (come ci raccontano i professionisti), chi sapeva non ha parlato per paura.

Nel frattempo il processo prosegue…

Mentre la Corte si ritira, le dottoresse Fenu e Licheri approfittano per raccontare ai ragazzi quanto spesso, purtroppo, si senta  la frase “non ho detto niente perché avevo paura”.  Hanno ricordato loro che se si è vittime o testimoni di atti di bullismo (o violenza e soprusi in generale) è importantissimo parlarne con un adulto di riferimento, che sia in famiglia o a scuola. Il silenzio può solo alimentare i problemi , non aiutare a risolverli. Hanno insistito sul fatto che chi è testimone di un reato deve denunciarlo, senza paura, perché la giustizia deve vincere sulla violenza.

Subito dopo…

La sentenza è stata di colpevolezza, ma ai bulli viene data la possibilità della messa alla prova.

Con l’ordinanza di sospensione del processo i giudici affidano i quattro minorenni  ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia per lo svolgimento, anche in collaborazione con i servizi sociali locali, delle opportune attività di osservazione, trattamento e sostegno.
La messa alla prova, come ci è stato spiegato, è un successo del sistema giudiziario perché permette  che si realizzi una piena consapevolezza circa le responsabilità e le motivazioni che hanno spinto i minori a delinquere.

Spesso nei ragazzi ciò che manca è proprio la consapevolezza della colpa o della gravità delle azioni che  pongono in essere.  Questa mancanza di consapevolezza è accentuata soprattutto nei casi di cyberbullismo in cui l’assenza di un contatto reale tra il bullo e la vittima annulla ogni possibile empatia.

È stata una giornata ricca di emozioni per i ragazzi, ma anche per i docenti accompagnatori. Un’esperienza forte ma necessaria che, ne siamo certi, i nostri alunni non dimenticheranno facilmente.

Ecco ancora per voi ancora qualche momento saliete della giornata

Le docenti Marongiu, Foddis, Defalchi, Solinas, Dore, Stangoni e l’educatrice Bazzoni , che hanno accompagnato e preparato i ragazzi a nome del nostro I.C. , ringraziano il dottor Minisola, le dottoresse Fenu e Licheri, tutto il gruppo Giuridico Norberto Bobbio,  che propone sempre interessanti e  stimolanti iniziative, e in particolare le carissime Mena Pipicelli e Cristina Fanelli.

Ci fa piacere pubblicare adesso quest’articolo perché,  con 432 favorevoli ed una sola astensione, a Montecitorio oggi  è stato approvato il testo di legge contro il cyberbullismo. Questa legge è un primo passo necessario dedicato a Carolina Picchio ed a tutte le altre vittime del cyberbullismo.

W la legalità, sempre.

Articolo curato dalla prof. Defalchi coadiuvata dalla prof. Foddis

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