Natale 1931

Correva l’anno 1931

Questa lettura l’ho trovata in un vecchio libro della mia mamma “Il libro della terza classe elementare” , compilato da Grazia Deledda , edito dalla Libreria dello Stato nell’anno X.

Pensate un po’.

L’atmosfera è sempre la stessa e il clima di attesa e di allegria pure.

Natale

Come passa presto il tempo per la gente felice! Sembra ieri che si era ancora in villeggiatura e si soffriva il caldo, ed eccoci alla fine dell’anno. Ritornano le belle feste, care ai fanciulli ed ai grandi, e fra esse, la festa delle feste, il desiderato Natale.

Il babbo di Sergio, il signor Goffredo, che ha molto viaggiato, racconta che più si va su, nelle regioni fredde, al Nord d’Europa, più lieta e luminosa è questa ricorrenza che, oltre a ricordare la nascita del Bambino Gesù, segna il rinascere della luce sulla terra, cioè l’abbreviarsi delle notti invernali. a Stoccolma, a Oslo ed in altre città delle nazioni nordiche, le strade sono illuminate da archi di lampadine elettriche di tutti i colori, che ricordano l’arcobaleno; in tutte le case, anche le più povere, brillano gli alberi di Natale, e, in certe feste, le fanciulle che servono i dolci e il tè agli invitati, hanno intorno alla fronte una corona, sulla quale sono fissate quattro o cinque candeline accese. Del resto anche da noi il Natale è, con la Pasqua, la più bella festa dell’anno.

Anche nella casa di Sergio ed in quella di Anselmuccio l’albero, che è un piccolo abete in un vaso, brilla di lumicini, e dai suoi rami pendono cento cose graziose, destinate in dono ai piccoli amici dei padroni di casa.

Le donne, in cucina, preparano cibi squisiti; il campanello della porta squilla annunziando doni ed auguri; la gente, in questo giorno, è tutta buona, e tutti si vogliono bene.

E un altro Natale è arrivato!

natale

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