Mi ascolto, ti ascolto…ci ascoltiamo!

E dopo l’osservazione, eccoci all’ascolto!
“Certo, maestro, che queste lezioni di Religione son ben strane: prima arte e ora musica classica!”
Lo stupore lascia spazio all’entusiasmo di fare un’ altra stranezza della religione, come dicono questi straordinari bambini.
La classe terza di Caniga ha svolto un’attività sull’ascolto partendo dagli infiniti suoni della natura che ci circonda, ma troppo spesso li ignoriamo per distrazione o perché abituati a recepirne solo alcuni, come per una sorta di selezione inconscia.
Il modo migliore per imparare a conoscere la voce dell’ambiente, distinguendone le sfumature, i rumori più forti da quelli impercettibili e valorizzando entrambi, in questo caso con l’utilizzo della LIM abbiamo cercato: rumori metallici, acuti, stridenti, ritmici, frastornanti, tipici della città, mentre in un ambiente naturale il fruscio delle foglie, il cinguettio degli uccelli, il gorgoglio di un ruscello, il frinire delle cavallette e dei grilli!
Dopo questo viaggio nella natura abbiamo ascoltato “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi che in qualche modo fa rivivere le sensazioni che si possono provare in un bosco, in particolare “L’AUTUNNO”!
Lasciandosi guidare dalla musica hanno provato a disegnare l’autunno.
All’inizio la musica è allegra: è bello osservare la natura, vedere i mille colori delle foglie in autunno, gustare i frutti che danno la vita. Ad un tratto, quasi improvvisamente, la musica si fa lenta e sommessa. Essa segue le foglie che cadono dagli alberi, i semi che vanno sottoterra e gli scoiattoli che si rinchiudono nelle loro tane. Ma è la legge della vita. La musica diviene poi di nuovo allegra. L’appuntamento è per la primavera, quando il bosco e i suoi abitanti si sveglieranno dal loro sonno.

da quel di Caniga
a cura di Maestro Antonello

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