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Lilli ali di vetro

Lilli era una piccola farfalla dalle ali trasparenti e fragili.    
Se si posava su un fiore giallo, diventava gialla.      
Se si addormentava su una foglia, al risveglio le sue ali erano verdi.         
Quando incontrava altre farfalle colorate e giocava con loro, le sue ali si riempivano dei loro colori.

Una notte nel campo di fiori in cui Lilli e le altre farfalle dormivano, arrivarono degli orribili pipistrelli neri. Uno di loro, il capo, aveva persino due enormi baffoni pelosi.   
“Svegliatevi tutti!” urlò il capo pipistrello e le farfalle, sbattendo le ali, lasciarono i fiori su cui si erano addormentate.
“Vi voglio vedere bene, mettetevi in fila per due davanti a me!” gridò il Pipistrello sbattendo le sue grandi ali nere.  
Le farfalle obbedirono e prendendosi per le zampette, si misero davanti al terribile pipistrello.
“Tu!” urlò il capo indicando una farfalla con le ali del colore del sole. “Vieni avanti!”.
Il pipistrello la osservò bene e con un forte battito d’ali la fece volare lontano.
“Tu, laggiù!” disse indicando una farfalla con le ali del colore del cielo. La farfallina celeste si avvicinò tremando e anche lei volò lontano quando il pipistrello sbatté le ali.

Un altro pipistrello nero, il vice capo, si avvicinò al capo e gli disse una cosa nell’orecchio. Dovete sapere che i pipistrelli hanno un ottimo udito, ma anche le farfalle ce l’hanno, perciò anche se il pipistrello parlò sottovoce nell’orecchio del suo capo, tutti sentirono le sue parole. Le farfalle in fila per due sul prato iniziarono a tremare e più tremavano e più dalle loro ali cadeva una polverina colorata.
“Vieni avanti!” disse il pipistrello capo senza indicare nessuno.
Ma Lilli, che aveva già sentito il suo nome dal vice capo, fece un saltello in avanti.
“Quindi tu saresti una farfalla senza colori…” disse il pipistrello guardandola da vicino. “Lo sai, vero, che tu sei diversa dalle altre farfalle?” 
Lilli fece sì con la testa e pensò “Questo pipistrello per essere il capo di tutti i pipistrelli, è un po’ tonto: è ovvio che io sia diversa dalla farfalla gialla, da quella celeste e da tutte le altre. Siamo tutte diverse tra noi!”.           
“Non puoi stare con le altre farfalle” disse il pipistrello capo “e anzi, devi stare proprio lontana da loro!”.
Il vice pipistrello si allontanò in volo dal campo e tornò subito dopo con una stellina gialla.
“Da oggi porterai questa”, disse a Lilli e appese a un’ala trasparente della farfalla, una piccola stellina gialla.
Lilli la guardò attentamente e pensò: “Beh, è proprio carina questa stella!”.
“Adesso tornate a dormire sui vostri fiori!” urlò il pipistrello e le farfalle svolazzarono in fretta e furia per scappare il più lontano possibile da lui.
“Tu no!” gridò il pipistrello capo rivolgendosi a Lilli. “Tu da oggi dormirai dall’altra parte della rete!”
“Che rete?” si chiese Lilli.

Quando si voltò vide che gli altri pipistrelli avevano costruito un’altissima e lunghissima rete nera che divideva il prato fiorito da un campo fatto di fango e fiori appassiti. Era tutto grigio, tutto triste, e anche Lilli appena lo vide diventò dello stesso colore del fango e della tristezza.
Quando i pipistrelli volarono via, Lilli si trovò dall’altra parte della rete con le ali grigie e la stellina gialla che brillava nella notte. Guardava da lontano le altre farfalline che non riuscivano a prendere sonno, tristi perché la loro amica era stata allontanata da loro in modo brusco e senza alcun motivo. Alcune di loro iniziarono a piangere, perché vedere Lilli da sola dietro quella brutta rete di ferro, era troppo doloroso. “Eppure”, pensavano, “lei non ha niente in meno di noi e anzi, può prendere tutti i colori che noi non abbiamo: il giallo del sole, il verde delle foglie, il celeste del cielo”.
Iniziò a piangere per prima la farfalla gialla, e più piangeva, più singhiozzava e più singhiozzava e più dalle sue ali cadevano brillantini dorati. Anche la farfalla verde iniziò a singhiozzare talmente forte che dalle sue ali sembrò cadere una pioggia interminabile di brillantini verdi. E poi anche la farfalla rossa e quella viola e quella blu e tutte le farfalle piangevano e perdevano brillantini colorati dalle ali.           

“Un attimo!” disse a voce alta una farfalla bianca che riposava su un tulipano. “Andiamo tutte sulla rete di ferro!” disse. Le altre farfalle la guardarono, indecise su cosa fare e un pochino impaurite. Allora la farfalla bianca continuò a parlare: “Non si lasciano soli gli amici, soprattutto se qualcuno decide che essere diversi è sbagliato. Guardate le vostre ali e poi guardate le ali delle vostre compagne: sono forse tutte uguali? No! Ma proprio perché sono tutte diverse, sono molto più belle perché sono uniche”. Le farfalle guardarono le loro ali e poi quelle delle farfalle che avevano accanto ed era tutto uno svolazzare di farfalle in un girotondo di colori, per guardare ognuno le ali delle altre. Alla fine la farfalla bianca volo sulla rete e allungò le sue zampine verso Lilli. Piano piano anche le altre farfalle si avvicinarono alla rete: la gialla, la verde, la blu, la rossa, la nera.
“E ora singhiozzate!” disse la farfalla bianca. Le altre la guardarono come se fosse ammattita. La farfalla bianca ci pensò un po’ e disse: “E allora ridete! Ridete più che potete!”. Le farfalle si guardarono in faccia e pensarono che davvero la farfalla bianca si fosse ammattita e proprio per questo iniziarono a ridere, ma a ridere così forte che come ridevano si agitavano tutte e dalle loro ali cadevano tantissimi brillantini colorati. Lilli, dall’altra parte della rete vide scendere su di sé tutti i colori: il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, l’indaco e il viola. E fu così che la farfalla dalle ali trasparenti diventò del colore dell’arcobaleno e insieme alle sue amiche si staccò dalla rete di ferro e volò, libera, verso il cielo.

maestra Silvia

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