La principessa e la cacca di Mammut

Più volte su questo blog ho affrontato il discorso “principesse”, collegato agli stereotipi sessisti che vedono le protagoniste femminili dei libri per bambini, da anni (da secoli!), relegate ai soliti ruoli passivi spesso dipinti con aggettivi come: dolce, carina, silenziosa, generosa, ingenua, pettegola, smorfiosa, viziata, dispettosa, schizzinosa. Fortunatamente negli ultimi anni sono arrivate anche le eroine ribelli, avventurose e divertenti: così come sono le bambine nella realtà. Ma questo è un discorso lungo che mi piacerebbe affrontare prossimamente con la chiarezza che merita, un pezzetto per volta.
Sullo stereotipo della principessa che se ne sta chiusa a corte a schifare tutto e tutti – dai pasti alle ancelle remissive – , e aspetta solo di essere salvata dal principe – bello, biondo, eroico – ci sono ancora diverse tracce, anche recenti.

Il libro di cui vi parlo oggi si porta dietro alcune di queste tracce: principessa schizzinosa, antipatica, cavallo bianco, principe azzurro, fata madrina che interviene per aiutare (e in questo caso punire) la principessina che altrimenti da sola non ce la fa (non sia mai che si salvi da sola!).
Tolti tutti questi elementi, La principessa e la cacca di Mammut è un libro carino: se non altro perché scardina il tabù della cacca – argomento principe (e principessa) dei discorsi divertenti dei bambini – e perché insegna che mettersi nei panni – spesso scomodi – degli altri, ci aiuta a capire di più noi stessi.

La principessa Albadoro, che rifiuta il cibo perché non di suo gradimento e si comporta in modo autoritario con chiunque si trovi nella sua corte, viene rapita da un drago parlante che la porterà a superare una serie di ostacoli – tutti puzzolenti – per raggiungere la libertà. Dovrà perciò convincere un mammut a darle la sua cacca perché ne faccia un tortino, spulciarlo, pulirgli i denti e infine attendere, con la pazienza che le è sempre mancata, che al mammut cresca la coda. Dopo aver superato tutte queste prove la principessa ottiene finalmente la libertà e non solo: come nelle migliori fiabe (sic! e sigh!) al ritorno a casa si ritrova al castello il cavallo bianco e il principe azzurro. E chiaramente… vabbè, il finale non ve lo scrivo nemmeno!

La principessa e la cacca di mammuth
Maria Loretta Giraldo
Giunti Editore

Da maestra Silvia, Regno di San Donato, è tutto.

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