In gita a… San Donato!

Poco prima della vacanze di Natale noi della 5A di via Forlanini abbiamo fatto una gita originale. La destinazione? San Donato. Sì, quella che possiamo definire la nostra “Casa Madre”. Dopo la “tantissima strada fatta a piedi” (cit. di alcuni di loro) a partire dal Teatro Ferroviario, siamo finalmente arrivati davanti al portone di via Fontana.
Io, che conosco i miei polli e conosco bene il plesso di San Donato, sapevo come sarebbe iniziata la nostra avventura: “Maestra: ma sul serio ci sono tutte queste scale?”. Noi a Carbonazzi stiamo al piano terra, soffriamo l’altitudine. Per agevolare l’approccio con l’edificio, allora, abbiamo deciso di perlustrarlo tutto piano per piano. All’ingresso siamo stati accolti da un bellissimo presepe fatto di peluche, ai piedi di un tappeto proveniente addirittura dalla Turchia. Al primo piano il lungo corridoio e le porte dipinte, con gli affreschi sulle pareti, hanno subito fatto colpo sui piccoli visitatori. Ma mai, mai, quanto il candeliere della Dinamo! Noi di Forlanini infatti siamo stati spesso ospiti della Dinamo e siamo tifosi sfegatati. In più, uno dei nostri bambini è anche un amante dei candelieri, tanto da essere il tamburino di uno dei ceri piccoli che sfilano ad Agosto.

Dopo aver consumato il pranzo al sacco nella sala mensa gentilmente concessa dalla 4A di San Donato, siamo andati a perlustrare il piano superiore. “Ma questa è una scuola ricca!” ha esclamato un bambino davanti alla targa “Piccolo Cinema San Donato”. Eh sì, ricca di cultura e di storia, quello è indubitabile. Al Piccolo Cinema abbiamo visto un pezzetto di “Alice nel paese delle meraviglie”, ma la voglia di continuare a scoprire la scuola che ci ospitava era tanta. I bambini volevano vedere i banchi su cui probabilmente si erano seduti i bisnonni di alcuni di loro. E allora ecco che una guida d’eccezione, la dirigente, ci ha fatto da cicerone nella splendida “Aula dei ricordi”. Come previsto, i bambini erano curiosi di conoscere la storia di ogni oggetto e hanno ascoltato con attenzione la spiegazione della “padrona di casa”. Anche noi maestre, divertite, abbiamo posato dietro una’antica cattedra, circondate da oggetti del passato e fotografie di una scuola che non c’è più, se non nei ricordi. La nostra “originale gita” è stata apprezzata dai bambini ed è stato importante, per noi quanto per loro, conoscere una realtà a cui nonostante la distanza fisica, da qualche anno (e si spera a lungo) sentiamo di appartenere.

Da una maestra Silvia emozionata per l’incontro tra i bimbi di ieri e quelli di oggi, è tutto.

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