Come sono nati i numeri. Parte seconda

In classe terza continuiamo in questo viaggio di scoperta.

Anche il terzo passo nella storia dei numeri è probabilmente venuto sempre dalla corrispondenza.

È il NOME dei NUMERI.

Forse gli uomini di un tempo devono aver notato che si potevano sempre abbinare due sassolini a due occhi, o a due mani, o a due orecchie o anche a due ali di un uccello. Forse un giorno è capitato  che mentre due uomini parlavano di due animali, chi raccontava all’altro di averli visti, non avesse a disposizione dei sassolini per indicarne la quantità. E sempre forse, avrebbe potuto indicare i suoi occhi come per dire all’altro

“Ho visto tanti animali quanti sono i miei occhi. “

Che bel momento deve essere stato. E importante!

 Dopo un po’, la  gente potrebbe aver capito che poteva fare a meno dei sassolini. E sarebbe bastato indicare gli occhi ogni volta che volevano parlare di un paio di cose. Probabilmente più tardi, hanno anche smesso di toccarli. La parola “occhi” era sufficiente per indicare il “due”.

Gli studiosi sono  abbastanza sicuri che questo sia avvenuto in alcune parti della CINA, perché la parola “due a due” è la stessa della parola “occhi“.

 In TIBET, la parola per due è la stessa parola per orecchie.

 

Così vediamo che il terzo passo, dare un nome ai NUMERI, probabilmente veniva dall’usare la stessa parola per un insieme di oggetti (come gli occhi) e per un numero (due).

E il numero “UNO“?

Si pensa che la maggior parte delle persone lo abbia usato al posto della parola “unità”. Se avessi un solo animale, non avresti bisogno di prendere un sassolino per sapere che il tuo animale è tornato dentro il recinto.

Non si sa molto dell’origine del “TRE“. Il nome potrebbe essere derivato da un insieme di oggetti corrispondenti, o potrebbe essere venuto da “due e uno più“.

Ascoltiamo i deliziosi balbettii dei piccoli 

 

Alcune  lingue antiche sono riuscite anche a esprimere il QUATTRO, unendo il due – due .

Nel tentativo di tracciare il nome dei numeri, “CINQUE” è l’unico altro numero di cui siamo sicuri.

La maggior parte delle persone di molto tempo fa ha pensato al cinque per le dita di una mano.

Ci sono alcune lingue in cui la parola per cinque e la parola per mano è la stessa.

Molto tempo fa,  nella scrittura di immagini indiane, una mano disegnata accanto al disegno di un albero significava cinque alberi.

 E qui la lettura in classe del libro La grande invenzione di Bubal ha offerto ulteriori spunti, arricchendo pensieri e favorendo ragionamenti.

Ricordiamo la bambina che ha visto degli animali e deve correre a raccontarlo ai cacciatori della sua tribù? Forse ha raccolto sette sassolini, abbinando ogni animale con un sassolino per essere precisa con i cacciatori.

Oppure potrebbe aver usato le mani

una mano (cinque dita) e due “.

Sembra naturale usare le dita per l’abbinamento e il conteggio, e gli studiosi credono che quasi tutte le persone una volta lo abbiano fatto.

I nomi dei numeri superiori a cinque dipendono dal fatto che si contano o meno per cinque.

Se si conta per cinque, allora il nome per SEI è cinque e uno.

Il nome per SETTE è cinque e due, e così via fino a DIECI, che si chiama due cinque. UNDICI poi diventa due cinque e uno. Qualche tribù in Africa conta in questo modo.

I matematici hanno dato un nome a questo e l’hanno chiamato  base cinque.

Allora le pecorelle che erano state affidate dal padre a Bubal possono essere raggruppate a cinque a cinque

 

 

 

 E anche qui, sempre con l’aiuto di Bubal, ci sono state sorprendenti risposte da parte dei piccoli.

Bubal, per essere certa di non dimenticare alcuna pecorella, faceva un segno simile a una mano aperta “V” sulle pareti della grotta.

Ma, pensando e ripensando, forse ha avuto   che le avrebbe fatto risparmiare ancora più tempo.

 Abbiamo due mani, o dieci dita.

Ecco quindi che, sempre forse, Bubal segnava sulle pareti della sua grotta un nuovo segno, due rovesciate

In questo modo era ancora più semplice controllare il suo gregge

E David (con qualche svista e con errori dovuti alla non conoscenza), 

 

subito seguito da altri (Fatima e Youssuph hanno continuato a casa con il loro babbo 🙂 ), ha avuto l’idea di costruirsi il codice di Bubal, anticipando un altro argomento che dovremo affrontare, lo studio dei numeri romani. 

Questa è probabilmente la ragione per cui la maggior parte delle persone conta per DECINE, utilizzando la base dieci.

E i nomi dei numeri dall’ undici al venti? 

Questi nomi nella nostra lingua sono delle parole composte:

Prima dieci si trasforma in dici e segue le parole uno, due , tre, quattro, cinque e sei

unDICI

doDICI

treDICI

quattorDICI

quinDICI

seDICI

È facile vedere come TREDICI proviene da tre e dieci

e QUATTORDICI proviene da quattro e dieci.

E così via, stando un po’ attenti a unDICI e a doDICI

Poi la parola dieci si trasforma anche in dicia e precede le parole sette, otto e nove.

DICIAsette

DICIotto

DICIAnnove 

E per nominare una ventina di persone?

 “Due decine” divennero venti e

tre decine trenta, e così via.

 Cosa succede quando si arriva a CENTO (100)?

Invece di dire centotrentatré, come facciamo noi, si potrebbero dire

DIECI DECINE E TRENTATRE’.

Ma questo è un nome molto lungo per un numero.

La gente molto tempo fa pensava così, anche, e hanno dato il nome di “CENTO” a DIECI DECINE

E se prendiamo solo il “Trentatré”  provate a ripetere questo scioglilingua scherzoso diffuso in diverse varianti, di cui una delle più note è:

 Trentatré trentini, 

tutti e trentatré di Trento, 

entrarono tutti e trentatré

trottando in Trento.

 ♥

Il nome dei numeri è solo una parte della storia di come sono iniziati i numeri. Prima di imparare a contare, la gente di un tempo aveva anche bisogno di altro.

Di cosa? …

Se si voleva contare fino a dieci si contava

8,7,4,5,9,1,3,6,2,10?

Naturalmente no. Come nella filastrocca, si direbbe

1,2,3,4,5,6,7,8,9

Sapete perché?

I numeri devono essere ordinati correttamente prima di diventare numeri che servono per contare.

E questo è IL QUARTO PASSO NELLA NOSTRA STORIA DI NUMERI.

L’ordine di conteggio dei numeri segue una regola molto semplice.

 Due è uno più di uno,

tre è uno più di due,

 otto è uno più di sette,

venticinque è uno più di ventiquattro …  

Riesci a scoprire la regola?

Sì che l’hanno scoperta i piccoli.

Il numero successivo nel conteggio dei numeri è sempre un numero in più rispetto a quello immediatamente precedente.

 

 

Infine, e questo è il quinto passo nella nostra storia di numeri: CONTARE.

 

IL CONTEGGIO NON È ALTRO CHE UN TIPO SPECIALE DI CORRISPONDENZA.

È corrispondenza di un insieme di oggetti con un insieme di numeri,

 ma l’insieme di numeri deve iniziare con uno, e deve essere espresso in ordine corretto.

Quando si fa una festa, è necessario portare tutti i bambini al bar per abbinare ogni bambino con un cono gelato?

Tutto quello che dovete sapere è quanti sono i bambini.

E conoscendo questo dato, si saprà il numero di coni gelato da acquistare.

Quando le persone hanno imparato a contare, hanno trovato uno strumento molto importante che ha davvero cambiato la loro vita.

In cosa il contare ci ha cambiati?

Riflettiamoci..

Davvero, questa volta abbiamo finito;-)

I bambini, le bambine della classe terza e maestra MariaGiovanna

da quel di SD

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2 commenti su “Come sono nati i numeri. Parte seconda

  1. Maestra Rossella D. il said:

    Complimenti maestra Maria Giovanna a te e ai tuoi piccolini…ho letto con molto piacere i tuoi ultimi articoli ricchi di spunti e riflessioni…per maestre e alunni.
    Bambini arrendiamoci…siamo circondati dai numeri…ma noi non scappiamo anzi…li studiamo e ci giochiamo!

    • pintadera il said:

      Grazie a te, maestra Rossella, per l’attenzione e per la gradita visita. Il prossimo lavoro, già in cantiere, ci porterà alla scoperta di numeri (quasi) perduti:-). Un grande abbraccio, m.stra MGiovanna

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