Alla ricerca di numeri (quasi) perduti, quelli romani:-)

Pueri et puellulae

eamus ut studeamus

Numeris Romanis

da Ivana Niccolai:-)

Il divertimento continua con un percorso che ci porterà a indagare su altri numeri. 

Anche qui ho trovato spunti dalla lettura del libro per bambini 

A scuola scriviamo ogni giorno la data sul quaderno.

 Che giorno è oggi?

Tutti e tutte avete scritto: Sassari 22 ottobre.

È così?

Sapete, noi scriviamo i numeri usando  quelli che vengono chiamati NUMERI ARABI.

C’è però un vecchio sistema di numeri, molto diverso da quello che usiamo adesso di cui abbiamo iniziato a parlare quando abbiamo affrontato la storia della nascita dei numeri.

In classe abbiamo anche discusso su queste parole, “sistema di numerazione” . 

Che cosa vogliono dire?

Ciascun popolo antico usava un proprio sistema, adottando un insieme di simboli per rappresentare i numeri. Ecco la spiegazione più semplice di queste parole.

Questo vecchio sistema di numeri che inizieremo a conoscere viene usato ancora oggi (poco…), 

sono i  

Diverse vie, anche nella nostra città,  lo conservano:

Ci viene in aiuto google maps:

e una mappa fotocopiata 

Cerchiamo anche nelle Tavole di TuttoCittà:

 e, per fortuna :-), abbiamo trovato alcune vie espresse con numeri Romani:

 ◊

Anche i numeri di molti orologi                             sono scritti in numeri Romani. 

Se le lancette delle ore e dei minuti puntano entrambe alle XII,                              sono le dodici. 

In numeri Romani “X” significa 10 e “XII” significa 12. 

 Con il contributo di maestra Tiziana, che si occupa anche della materia storia, si è lavorato (ancora) sull’orologio. Ecco una delle prove di verifica:

 ◊ 

 In molti libri, soprattutto in edizioni antiche, i numeri Romani sono usati per numerare le pagine o per numerare i capitoli.

 

Fissiamo i primi numeri:

 Il “quattro” ha sollevato in classe qualche questione. 

Monica ci ha raccontato che il padre ha un orologio con i numeri romani e la cifra quattro era indicata graficamente così:  

Ho letto su Focus Junior una  risposta che anticipa alcune scoperte  in questo percorso. Non ho ancora condiviso con i piccoli questa lettura. 

Intanto Adele offre un’altra risposta:

 Evvai:-)

Continuiamo nella nostra indagine, mettendo a confronto i due sistemi di numerazione, il nostro e quello Romano:

 Il fatto che gli antichi Romani non avessero un simbolo per indicare lo zero ha di nuovo sollevato domande e interrogativi. Ripercorrere la storia dello zero è arduo e ci allontanerebbe, ma un accenno

Zefiro ci sta comunque bene  

Un matematico, Robert Kaplan, nel suo libro “Zero, storia di una cifra,”  ha scritto:

Guardate lo zero, e vedrete niente; guardate attraverso lo zero, e vedrete il mondo.

Eh, sì, nessuna cifra come lo zero con le molteplici forme assunte fa scorrere davanti ai nostri occhi l’evoluzione di tutta la matematica.

 

Un attimo di relax.

Se pensiamo agli antichi Romani a molti viene in mente il Colosseo.

Per questo ho proposto ai piccoli un puzzle da ritagliare e ricomporre 

 e la consegna di lavoro:

Con i frammenti numerati dall’1 all’8 è possibile ricostruire il Colosseo?

Oppure manca un pezzo? Oppure ne avanza uno?

Vi assicuro. Tutti e tutte hanno assemblato il puzzle e risposto correttamente alle domande.

Bravi e Brave.

Usiamo adesso alcuni numeri Romani in contesti familiari:

 

Utilizzando i numeri Romani potremmo scrivere:

 

Quanti/e alunni/e  nelle altre classi?

Andiamo a chiedere.

E’ quanto abbiamo fatto. In una tabella abbiamo raccolto i dati e trasformato in numeri Romani:

 ♥ 

Ancora dei passi avanti:

 E continuando avremo:

 ♥

Nei prossimi giorni ci aspettano altre scoperte.

I bambini e le bambine della III^ con la maestra Maria Giovanna

da quel di SD

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6 commenti su “Alla ricerca di numeri (quasi) perduti, quelli romani:-)

    • pintadera il said:

      Grazie, maestra Paola, per la gradita visita. Sai, stamattina in classe abbiamo cercato di connetterci per rispondere al tuo messaggio. Senza successo, però. L’accesso costante a internet è ancora di là da venire. Un abbraccio dai “tuoi” piccolini e da me:-)

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