Un leone in biblioteca

Ho frequentato per tanti anni la biblioteca comunale della nostra città, che si trova a pochi passi dalla nostra scuola, in piazza Tola. È ospitata in un palazzo del XVI secolo e al suo interno conserva un archivio di libri antichi e altri più recenti.
Lì dentro ho trascorso un’infinità di tempo a studiare, a far finta di studiare (questo forse una maestra non lo dovrebbe dire), leggere e innamorarmi sempre più dei libri. Ho visto passare gente di ogni età, provenienza e… stravaganza. Ma un leone, giuro: un leone mai! Non ancora, perlomeno.

Nella biblioteca che fa da teatro alla storia che ho scelto di raccontarvi oggi, invece, un giorno all’improvvisò entrò un leone. Così, come se niente fosse: varcò l’ingresso della biblioteca e andò nella sala dei prestiti. Il bibliotecario, il signor Magretti, stupito, salì di corsa nell’ufficio della direttrice Brontolini per raccontarle l’accaduto. “Non si corre in biblioteca” lo fermò subito la direttrice, senza neanche lasciarlo parlare. Quando il bibliotecario le raccontò di quella strana presenza, lei non si scompose più di tanto: “Ha infranto qualche regola? Allora lasciatelo in pace”.

Nel frattempo il leone, maestoso re della foresta e ora della biblioteca, se ne andava in giro tra gli scaffali, annusando le schede dei prestiti e strofinandosi un po’ sui libri, e infine si mise a riposare nell’angolo morbido dei bambini. Nessuna regola, d’altronde, gli vietava di farlo. Quando la bibliotecaria iniziò a leggere una storia ai bambini, il leone se ne stava lì, interessato, ad ascoltare anche lui. Ascoltò anche una seconda storia e poi una terza, finché piano piano i bambini iniziarono ad andare via e lui rimase solo nella sala dei ragazzi. Il leone, deluso, ruggì. “Chi sta facendo questo baccano?” protestò la direttrice. Quando le indicarono il leone, lei non si fermò davanti alla sua stazza e gli disse: “O fai silenzio o devo chiederti di uscire”. Il leone ruggì ancora, offeso, e una bambina intervenne in suo aiuto chiedendo alla direttrice se, nel caso in cui il leone fosse stato bravo, sarebbe potuto tornare il giorno dopo ad ascoltare le storie. La signorina Brontolini accettò e i bambini urlarono di gioia. Così il giorno dopo il leone tornò in biblioteca, ma era ancora presto, quindi la direttrice gli trovò dei lavoretti da fare per passare il tempo, come spolverare e leccare le buste per le lettere da mandare ai lettori che non avevano ancora restituito i libri presi in prestito.

Un giorno nel tentativo di compiere un gesto di gentilezza, il leone infranse le regole e, consapevole del proprio errore, andò via mestamente dalla biblioteca. Sarà poi ritornato ad ascoltare le storie con i bambini o starà ancora vagando per la città? Beh, per scoprirlo dovete leggerlo tutto.

Un leone in biblioteca

Michelle Knudsen

NordSud Edizioni

Dalla biblioteca personale di maestra Silvia, succursale di San Donato.

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