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Sa die de sa Sardigna

Osservando quest’immagine cosa vi viene in mente? Chi sono secondo voi le persone che scappano e quelle che le inseguono?

Nei giorni scorsi noi abbiamo festeggiato la festa del 25 Aprile e ricordato un momento importante della storia d’Italia, quello della Liberazione. Anche l’immagine che vi propongo rappresenta una lotta per la libertà. La battaglia combattuta dal popolo della Sardegna, abituato da secoli ad essere dominato da invasori stranieri, che finalmente si ribella.

Questo è successo il 28 Aprile del 1794: il popolo sardo è insorto contro i Sovrani del regno Sardo -Piemontese.

Tale giornata è ricordata anche come “Sa die de s’acciappa” cioè il giorno della cattura.

Tutto ha avuto inizio nella città di Cagliari. Per distinguere i Sardi dai non Sardi si chiedeva a chi si incontrava per la strada di pronunciare la parola “cixiri” e chi non lo faceva correttamente veniva cacciato via.

Lui, Giovanni Maria Angioy, nostro illustre concittadino, era un giudice a cui i Piemontesi chiesero di schiacciare la rivolta, ma lui si schierò a favore dei più deboli.

La lotta ben presto si trasformò in una battaglia tra i nobili e i contadini che chiedevano leggi più giuste. E il canto composto nel 1795 da Francesco Ignazio Mannu, di cui vi propongo alcuni versi, ben esprime questo desiderio.

1. Procurade e moderare,
Barones, sa tirannia,
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pe’ in terra!
Declarada est già sa gherra
Contra de sa prepotenzia,
E cominzat sa passienzia
ln su pobulu a mancare

1 Cercate di frenare,

Baroni, la tirannia,

Se no, per vita mia,

Ruzzolerete a terra!

Dichiarata è la guerra

Contro la prepotenza

E sta la pazienza

Nel popolo per mancare

Anche se quei lontani fatti non ottennero gli effetti desiderati e la rivolta si concluse con la vittoria dei Piemontesi, il ricordo di quelle lotte non è andato perduto ed ha reso il Popolo Sardo più combattivo e fiero.

Dal 14 Settembre del 1993 è stata introdotta la giornata del POPOLO SARDO “Sa die de sa Sardigna” e quest’anno ancora di più siamo chiamati a dimostrare la nostra forza, il nostro coraggio e soprattutto la solidarietà verso i più deboli in un momento di così grande difficoltà.

Fieri della nostra identità, buon 28 Aprile da maestra Tiziana, da quel di San Donato

4 Risposte a “Sa die de sa Sardigna”

  1. Oggi è il gran giorno😊, i Vespri Sardi. Grazie, maestra Tiziana❤, per il tuo articolo che mantiene vivo il ricordo di un pezzetto importante della nostra storia isolana.
    Bona DIE a tottu
    m.stra Maria Giovanna

  2. Ciao maestra Tiziana grazie per il bel lavoro, finalmente oggi sono uscito per la prima volta da due mesi 🇮🇹🎊🎊🎉🎉 sa die de sa sardegna

  3. Ciao Leo sono felice che finalmente sia uscito e che ti senta orgoglioso di essere sardo.
    Un forte abbraccio e auguriamoci davvero di poterci rivedere presto, maestra Tiziana.

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