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Il Pagliaccio tutto matto

Il Pagliaccio tutto matto ci ha accompagnato nell’attività di carnevale facendoci sbellicare dalle risate.

Com’è fatto il pagliaccio tutto matto? ascoltiamo la canzone e cogliamo i particolari: un pancione, il nasone tondo tondo ed arancione, le scarpe che son scarpone ecc.

Attraverso il dettato grafico lo disegniamo seguendo le istruzioni :

Prendiamo il foglio e lo posizioniamo in verticale o di lungo…chi non riesce può imitare i compagni o farsi aiutare dalle maestre.

I bambini a casa hanno partecipato all’attività in classe in modalità asincrona ascoltando e guardando un video e inviando gli elaborati sulla classroom.

Scegliamo un particolare e lo disegniamo: le scarpe che son scarpone, l’ombrello da signore, la faccia sorridente, la piroetta, la bicicletta ecc, i disegni ritagliati vengono posizionati in un grande cartellone con il testo della canzone in corrispondenza delle parole che rappresentano.

lo mettiamo in terra e chiediamo ai bambini di leggere: alcuni bambini già riconoscono le parole, altri si aiutano seguendo la musica, altri ancora con i colori e con i disegni. Attraverso un approccio obliquo, cioè mettendo tutti i bambini in condizione di riuscire nell’attività, con la canzone in sottofondo cantiamo seguendo il testo, poi proviamo senza la musica.

Abbiamo fatto un cartellone a parte per il ritornello perché ci sarebbe voluto un foglio troppo lungo: i bambini hanno notato che ritornava, si ripeteva e abbiamo contato con le dita quante volte e lo abbiamo rappresentato con le strisce col contorno verde tante volte quante sono nella canzone: -quattro maé. Per comprendere meglio il significato di ritornello abbiamo ascoltato alcune canzoni conosciute e i bambini hanno individuato la parte che si ripeteva.

Infine abbiamo provato a leggere senza la musica

E per i bambini a casa abbiamo fatto un video da guardare, da ascoltare, da leggere e da disegnare

Da quel di Caniga Infanzia

I bambini e le bambine di 5 anni

le Maestre

Stefania Nigra

Carla Moretti

Articolo a cura di Stefania Nigra

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