Ah, che forza il teatro!

Il progetto regionale “Tutti a [email protected]” ha l’obiettivo di innalzare i livelli di apprendimento degli studenti delle scuole sarde e contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico. La Linea B è finalizzata a migliorare la qualità dell’offerta formativa attraverso laboratori didattici extracurriculari.  

Nella scuola primaria di Caniga è stata attuata la fase B1 del progetto che prevedeva un laboratorio teatrale tenuto dal regista Pier Paolo Conconi coadiuvato da: Consuelo Pittalis, Stefano Chessa e Luisella Conti della compagnia teatrale “La botte e il cilindro”.

È noto il valore altamente formativo dell’attività teatrale che  sviluppa, in primo luogo, la socialità. Implica infatti la condivisione di intenti e l’accettazione del punto di vista dell’altro, allena alla vita di gruppo dando spazio a ciascuno nelle diverse funzioni e ruoli;

dà, inoltre, l’opportunità di dare sfogo alla propria libertà di espressione, emotività e creatività, rivelando le attitudini potenziali di ciascuno.  

Che dire poi della molteplicità dei  linguaggi che il teatro utilizza e  la messa in atto di tutte le potenzialità motorie, mimiche, gestuali, sonore, che davvero offrono ai bambini la possibilità di implementare la propria efficacia comunicativa.

Hanno partecipato al laboratorio teatrale gruppi di alunni delle classi terza, quarta e quinta, e a partire dal mese di aprile sono iniziati gli incontri laboratoriali che hanno visto in prima battuta gli alunni impegnati nella lettura del libro di

Luciana Breggia dal titolo “Il giudice alla rovescia”.

Dalla quarta di copertina:

”Un giudice arriva in un paese dove gli abitanti litigano di continuo. Gli viene chiesto di restare per aiutarli, e il giudice comincia a esaminare molti casi offrendo sempre sentenze imprevedibili: il suo insolito punto di vista rovescerà i vecchi schemi e aiuterà gli abitanti a cercare soluzioni che accontentino tutti. Quando il giudice ripartirà, la giustizia sarà ormai diventata patrimonio del villaggio.

Un libro per riflettere sulla necessità di cogliere il punto di vista dell’altro e di esplorare forme di giustizia mite.”

I passi successivi sono stati quelli di individuare  i personaggi, i punti salienti della storia da mettere in scena e, infine, assegnare le parti.

La rappresentazione è stata suddivisa in due episodi. Il primo episodio parla di due famiglie che litigano perché un albero, un leccio, piantato lungo il confine dei loro terreni, disturba una delle due famiglie che pretende che l’albero sia tagliato.

Il secondo episodio tratta di due ragazzine accusate del furto di alcune salsicce; il giudice scoprirà dopo aver ascoltato le vicissitudini delle due bambine che il furto è stato commesso solo per necessità.

Quali decisioni prenderanno i giudici?

Dopo numerose prove è arrivato il momento più atteso ed emozionante: la rappresentazione dello spettacolo al teatro “Il Ferroviario” .

 Eccoli i nostri piccoli attori in erba cimentarsi nella recitazione, sostenuti dai loro familiari accorsi numerosi!

Il primo episodio: Il leccio e il vento

Dopo aver ascoltato il testimone che ha esaltato gli aspetti positivi e visto il meraviglioso spettacolo dell’albero e del vento danzare insieme, i giudici decidono di non far tagliare il leccio e ordinano  alle due famiglie di prendersi insieme cura dell’albero.

Il secondo episodio: Le ladre

Anche in questo caso il lieto fine è assicurato, infatti, le bambine non vengono arrestate e anzi sarà l’intero paese a prendersi cura di loro!

E per celebrare le sagge decisioni dei giudici “al rovescio” gli abitanti decidono di organizzare una spettacolare festa.

Un ringraziamento speciale agli esperti che hanno tenuto il laboratorio e alle insegnanti che hanno seguito il percorso, Maestra Teresa e Maestra Marina.

Da quel di Caniga è tutto

Buona festa finale e Buone vacanze a tutti/e

Articolo curato dalla maestra Rossella Corrias

 

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