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Un momento di leggerezza, per la 4^ SD

Ciao monelli e monelle della quarta di SD,

nel momento serio che stiamo vivendo tutti noi, quasi barricati nelle nostre case, e vi assicuro la mia è veramente piccola, circolano sul web tanti piccoli video o immagini che ci regalano un sorriso.

Per esempio questa dove la ragazza porta a spasso un peluche pur di uscire di casa.

Anche una bambina che conosco ha chiesto alla sua mamma, come regalo di compleanno, di poter andare a far la spesa.

Ma ci si può divertire anche giocando con le parole.

Ora vi propongo una storia che ce lo dimostra, si intitola

“Lo scrittore che confondeva le lettere”

C’era uno scrittore di successo che pubblicava storie originalissime, e tutti dicevano che aveva tanta fantasia. Invece di fantasia ne aveva poca, anzi meno che poca, niente: riusciva a immaginare solo storie banali, addirittura stupide; eppure quando le scriveva diventavano originalissime. Non per merito suo, però, ma per un difetto che aveva: scrivendo gli capitava di confondere le lettere.

Vediamo,per esempio, come nacque una delle sue storie più famose.

Un giorno gli venne in mente la storia di un signore elegante, amante del lusso che andava in giro per la città. Al solito era una storia banalissima. Ma quando prese carta e penna e cominciò a scriverla, invece di scrivere:”C’era una volta un signore elegante che amava il lusso …”, sbagliò due lettere e scrisse: “C’era una volta un signore elefante che amava il lesso ..”

Così fu un elefante a girare in città, e naturalmente non era abituato al traffico. Ma più che i filobus e le auto, lo infastidivano i tanti “peloni” che passavano. Invece di pedoni lo scrittore aveva infatti scritto peloni, e quegli enormi peli gli facevano un insopportabile solletico.

Non avendo fantasia, lo scrittore seppe immaginare soltanto  che l’elefante, per evitare quei peloni, cercasse una via tranquilla e silenziosa. Ma anche questa idea banale, per la confusione che fece tra la V e la Z, divenne originalissima. Invece di una via, l’elefante trovò infatti una zia, e la scena risultò buffissima, col povero elefante che cercava disperatamente di comunicare con la zia elefantessa, la quale, tranquilla e silenziosa com’era, neanche gli rispondeva.

Alla fine l’elefante non ne poté più e gli venne da gridare:-Basta!Basta!

Ma lo scrittore confuse la B con la P, e così gridò:- Pasta!Pasta!

Subito accorsero cuochi e cuoche con piatti di pasta: in bianco, al pomodoro, al ragù, alla carbonara. Ma l’elefante che amava il lesso, quei piatti non li gradiva. Gli portarono allora pasta ad aglio e olio, all’amatriciana, alle vongole veraci, con le melanzane …. Niente, lui neanche allungava la proboscide per un assaggino. A tanto disdegno per le loro specialità i cuochi si disperavano.

  • Quest’elefante ci fa diventare matti!- gridarono. Matti naturalmente non lo diventarono, ma gatti sì. Lo scrittore aveva confuso la M con la G. A ritrovarsi in mezzo a un branco di gatti miagolanti:-Non mi capisce nessuno, amici.- barrì l’elefante.- Io non amo la pasta, amo il lesso!
  • Anche noi!- risposero i gatti e , tutti insieme, barrendo e miagolando, andarono in cerca del lesso.

L’autore di questo divertente racconto è M. Argilli.

Anche noi possiamo provare a fare come lui cambiando il titolo ad alcune storie ad esempio

Avete visto? Cambiando la M con la V cambia proprio tutto il significato.

Ora tocca a voi.

Biancaneve e i sette nani diventa Biancaneve e i sette _ani;

Pinocchio diventa Pi_occhio.

Completate i titoli e poi provate a rappresentarli.

Se volete potete anche inventare delle brevi storie, senz’altro divertenti, partendo da questi nuovi titoli.

Un mare di baci a tutti voi da maestra Tiziana.

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