Festa dell’ Epifania!

FESTA DELL’EPIFANIA.

Ai piedi della montagna della fantasia c’era una grande città, Befanìa, dove erano state costruite tante case di riposo per befane stanche.

 

Dato che  si affaticavano moltissimo a distribuire i regali su scope scomode, ma veloci, ogni anno si sceglieva a turno la befana che avrebbe girato il mondo per portare i doni ai bambini.

Tra le befane c’erano due sorelle, una si chiamava Stria e l’altra Genti. Già dal nome si può capire come fossero diverse.

Genti era una befana gentile, dolce e generosa con tutti. Anche se robustella, era ancora bella e agile e indossava abiti dai colori allegri e vivaci.

Stria, invece, era scortese, quasi … brutta, spesso maleducata, acida e invidiosa. Secca secca e alta, si vestiva di nero, grigio e viola e portava sempre lo stesso cappellaccio.

In cima alla montagna della fantasia, sull’altro versante, in un villaggio chiamato Natalìa, tra la neve e il ghiaccio, aveva casa Babbo Natale, che possedeva la fabbrica dei regali destinati ai bambini di tutto il mondo, che ne facevano richiesta con le loro lettere e letterine.

Con lui vivevano i suoi cari piccoli amici elfi: utilizzavano chiavi inglesi magiche dalle  capacità incredibili, che permettevano di costruire e riparare velocemente tanti giocattoli.

Quell’ anno a Befanìa la befana di turno, benché fosse giovane, si ammalò e così non poteva portare i dolcetti e i doni ai bambini buoni di tutto il mondo.

Allora chiamò la casa di riposo e parlò con Genti, perché sapeva che era gentile e l’avrebbe sostituita senza problemi, anche se era tanto stanca.

Genti si rese subito disponibile a portare tutti i doni ai bambini buoni e pensò a come organizzare il viaggio sulla sua scopa volante.

Stria, che era diventata cattiva frequentando brutte compagnie, era invidiosa di sua sorella Genti.

Aveva sentito tutto e cambiò  la sua scopa con una identica, ma mal funzionante: avrebbe avuto problemi nel viaggio per il mondo.

Durante il volo la scopa carica di molti doni e dolciumi, ebbe un grave problema: di colpo si fermò, per fortuna sopra Natalìa, e precipitò roteando velocemente davanti alla casa di Babbo Natale.

Tutti i regali caddero sparsi per terra.

Babbo Natale dormiva sulla sua comoda poltrona rossa, ancora con gli abiti natalizi, stanco dopo il lavoro della notte del 24 dicembre.

Il forte rumore lo svegliò di colpo e guardò dalla finestra cosa fosse accaduto.

Vide calze, sacchetti, scatole e scatoline, buste e cestinetti di dolci e caramelle.

Condusse la befana dentro casa, la fece accomodare sulla sua poltrona e le offrì una buona cioccolata calda.

Nel frattempo, la squadra degli elfi, con le magiche chiavi inglesi, riparò la scopa di Genti, raccolse tutti i doni e li sistemò nei grandi sacchi legati alla scopa, ormai pronta per ripartire e recuperare il tempo perduto.  

La befana ringraziò chi l’aveva soccorsa e aiutata e riprese il viaggio per portare i doni ai bambini, in tempo nella notte dell’Epifania.

I bambini furono tutti accontentati e Genti fu felice di questo.

A Befanìa, intanto, la befana di turno si era ripresa. Aveva scoperto ciò che aveva fatto Stria a Genti e anche chi l’aveva aiutata.

Stria fu convocata dal comitato di valutazione dei comportamenti delle befane, fece una pessima figura e finì sul giornale della città di Befanìa. Non solo, fu punita e costretta a fare la manutenzione delle scope di tutta la regione intorno alla montagna della fantasia.

 Era un lavoro pesante, faticoso e continuo, che le avrebbe insegnato a comportarsi sempre bene, a non danneggiare più nessuno e a non essere invidiosa degli altri.

Tutti gli abitanti di Befanìa e Natalìa festeggiarono con Babbo Natale e gli elfi, arrivati  sulle meravigliose slitte, e con le befane.

La festa fu enorme, furono preparate torte buonissime, tanti dolci e dissetanti e colorate bevande.

Furono organizzati giochi a squadre nel parco della casa di riposo, in modo che potessero partecipare anche le befane in pensione.

       Dentro una grande officina, Stria guardava dalla finestra gli altri che si divertivano ed erano allegri.

Forse era triste e ripensava a ciò che aveva fatto e rifletteva sui suoi errori!  

 

Fiaba inventata, scritta e illustrata dai bambini della classe 5^A, coordinati da maestra Renata, della scuola primaria Fabrizio De Andrè!

Per chi volesse scaricarla ecco il pdf.

fiaba ok (3) (5)

 

Articolo curato da maestra Tiziana da quel di FDA!

 

 

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