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Margherita e Genoveffo

Una cara collega e amica mi ha chiesto una storia che contenesse i suoni GI-GE-GHI-GHE per fare esercitare i suoi alunni e alunne con un dettato.
L’ho scritta mentre ero al telefono con lei, subito dopo aver scambiato due chiacchiere su RESPECT!, la nostra rassegna sulle Pari Opportunità.
Inevitabilmente il nostro discorso ha influenzato la nascita della storia (piena di stereotipi, così ci teniamo in allenamento per scoprirli tutti!) sui suoni GHI e GHE.

(piccola parentesi: inizialmente la sua richiesta è arrivata per messaggio e, complice il T9, mi ha chiesto se avessi un racconto sui SUINI difficili! E io, so che è difficile crederci, ma un racconto sui SUINI difficili, o meglio sulla vita difficile dei suini, ce l’avevo eccome! Eccolo: Poldo il maialino rosa)

Margherita e Genoveffo

La gheparda Margherita si sveglia presto per la gita. Affila le unghie per un buon raccolto, tra gli aghi di pino del terreno incolto. Eccoli, i funghi per il sughetto e anche per oggi è pronto il pranzetto!

Suo marito Genoveffo non capisce l’importanza di lavorare sodo per riempire la sua panza, lui non fa mai grandi giri e dorme sempre come i ghiri, si addormenta dentro i laghi e russa più forte di mille draghi. Il ghepardo dormiglione è persino brontolone e davanti ai sughi di Margherita dice “Io volevo un’arrostita!”. La gheparda triste e offesa gli prepara una sorpresa: “Niente sughi né funghetti, niente cibo che ti aspetti, se la pancia vuoi riempire devi smettere di poltrire e tra i boschi o nei laghetti vai a cercare i tuoi pranzetti!”.

Avrà capito GEnoveffo che le donne, anche quelle di GHEpardo, non sono costrette a fare la spesa e cucinare per loro? Secondo me sì!

da maestra Silvia è tutto!

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