… La Memoria … un’unica giornata … che dovrebbero essere tante …

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre“. (Primo Levi)

Auschwitz … solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci.

Il 27 gennaio 2020 si ricorda in tutto il mondo l’olocausto: la morte di 6 milioni di ebrei deportati nei campi di concentramento dalle truppe naziste e sterminati solo per avere la colpa di essere nati ebrei. Una tragedia che non si può davvero dimenticare, un orrore che nel tempo si ripete nel mondo con cattiveria e atrocità. Quindi significa che non basta ricordare tale atrocità solo un giorno, ma bisognerebbe ricordarlo ogni santo giorno.

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’armata rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

I miei bambini ogni anno ricordano tale giornata o leggendo dei libri, come quello di Anna Frank , o guardando dei film. Quest’anno si è scelto di guardare un cartone animato “La Stella di Andra e Tati“. Il primo cartoon che racconta la Shoah vista con gli occhi di due bambine, Andra e Tati, di 4 e 6 anni.

“La stella di Andra e Tati” racconta la storia vera delle sorelle Alessandra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume. Avevano solo 6 e 4 anni quando il 29 marzo 1944 vennero deportate ad Auschwitz insieme alla madre, alla nonna, alla zia e al cuginetto. Vennero scambiate per gemelle dal dottor Mengele, noto come “l’angelo della morte” e il coordinatore di migliaia di esperimenti al campo di concentramento di Auschwitz. Le due bambine riuscirono a sopravvivere alle prime selezioni nel campo di concentramento e furono, in seguito, portate nel Kinderblock, la baracca dei bambini che venivano destinati agli esperimenti di eugenetica. “Appena arrivate al campo – ricorda oggi Tati – ci fecero indossare vestiti grandi e sporchi. Poi ci marchiarono con il numero che ancora oggi portiamo sul braccio. E che non abbiamo mai voluto cancellare”. A lei fu tatuato il numero 76484, alla sorella il 76483. Le due sorelle riuscirono a salvarsi e … “Abbiamo avuto il coraggio di tornare ad Auschwitz solo nel 2005. E poi ci siamo venute sempre, anche più volte all’anno – ha detto Andra, che promette: “Finché le forze ce lo permetteranno, continueremo a tornare”. 

Dopo aver visto il cartone animato nasce una discussione in classe con i bimbi … inizialmente raccontano ciò che hanno visto (Chi sono Andra e Tati, cosa succede loro, perché si salvano) , poi parlano dei sentimenti che ha suscitato in loro la storia;

Mi sento sia triste che arrabbiata – dice Khadija – triste per quello che le persone hanno subito, arrabbiata perché i tedeschi hanno fatto una cosa brutta che nessuno dovrebbe mai subire“.

Anche a me ha suscitato tristezza – replica Simone – è un qualcosa che non dovrebbe succedere a nessuno. La gente pur di avere il potere fa di tutto“.

Dopo la discussione i bimbi si sono messi a lavorare divisi in piccoli gruppi per raccontare con parole loro la lezione di questa particolare giornata e soprattutto per descrivere le loro emozioni.

Da Maestra Grazia e DALL’FDA é tutto…

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